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Contributo realizzato per:

Antonio Di Felice

Ricordo Che

Avventura

Aneddoto divertente

Una volta Antonio si presentò al bar dove andava sempre, convinto che avessero perso il suo portafoglio. Entrò deciso, dicendo che “qualcuno l’aveva sicuramente preso per sbaglio”.

Il barista, che lo conosceva da vent’anni, gli rispose senza muoversi: “Antonio, ieri ha pagato tutto Massimo. Il portafoglio non l’hai proprio tirato fuori.”

Antonio rimase fermo cinque secondi, poi disse: “Ah.”

Si sedette comunque, ordinò il solito cappuccino e cambiò discorso come se niente fosse.

Un’ora dopo tornò a casa e trovò il portafoglio nel freezer. Non lo disse a nessuno. Ce lo raccontò solo anni dopo, ridendo, ma giusto perché era di buonumore.

Ogni volta che lo prendevamo in giro, rispondeva: “Era estate. Faceva caldo. Era una misura preventiva.”

Lui non si vergognava mai di niente, e forse per questo faceva ridere più degli altri.

Storia che tutti devono conoscere

Una storia su Antonio che vale la pena raccontare è successa in posta, non in famiglia.

Un uomo anziano stava discutendo da dieci minuti con l’impiegata perché non capiva un modulo. La fila diventava sempre più nervosa, qualcuno sbuffava, qualcuno commentava.

Antonio, che era dietro di lui, si avvicinò e disse: “Mi permetta.”

Prese il modulo, lo lesse, e lo rispiegò all’uomo come se fosse un contratto complicato.

Poi gli disse: “Firmi qui, qui e qui. Il resto lo compilo io.”

Non guardò l’impiegata, non guardò la fila, non cercò sguardi.

Finito tutto, gli diede indietro la penna e si mise di nuovo in coda, in fondo, senza dire una parola.

Quando gli chiesi perché lo avesse fatto, rispose: “Perché nessuno aveva voglia di farlo. Tutto qui.”

Per lui le storie non erano gesti eroici.

Erano cose che si facevano e basta.

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