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Contributo realizzato per:
Paolo Serra
Ricordo Che
Che con Paolo bastava uno sguardo per capire se era il momento di ridere o quello di stare in silenzio.
Che arrivava sempre cinque minuti dopo, ma con la scusa più improbabile e irresistibile che avessi mai sentito.
Che aveva quel modo di mettere la mano sulla spalla quando voleva dirti che c’era, senza bisogno di parole.
Che le passeggiate con lui diventavano viaggi, anche se facevamo tre isolati.
Che riusciva a trasformare ogni guaio in una storia da raccontare.
Avventura
Aneddoto divertente
Una volta, in montagna, Paolo volle a tutti i costi convincerci che sapeva orientarsi “a orecchio”. Diceva che il vento gli indicava la direzione del rifugio. Dopo venti minuti a seguirlo, ci siamo ritrovati davanti a un recinto di capre che ci guardavano come se fossimo noi gli strani.
Paolo si bloccò, fece finta di controllare una mappa invisibile e disse: “Ragazzi, confermo: siamo arrivati. Non è il rifugio, ma è sicuramente un punto sulla mappa.”
Scoppiammo a ridere come dei ragazzini.
Fu una delle poche volte in vita sua in cui ammise di essersi perso — e ancora oggi non so se lo avesse fatto apposta solo per farci ridere.

Storia che tutti devono conoscere
La storia che tutti devono conoscere di Paolo è quella che non raccontava mai lui.
Era successa anni fa: un nostro amico stava attraversando un periodo nero, di quelli in cui vedi tutto in salita e niente ha senso. Nessuno sapeva cosa fare, nessuno si avvicinava per paura di dire la cosa sbagliata.
Paolo, invece, fece qualcosa di semplice. Andò a prenderlo una mattina presto, senza avvisare nessuno, e lo portò a fare colazione al bar sul porto.
Rimasero lì tre ore, in silenzio per la maggior parte del tempo. Paolo non gli chiese niente. Non gli disse di reagire, non provò a risolvergli la vita.
Solo stava.
Solo questo.
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